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Breve storia della Moto Guzzi

Le tappe essenziali della storia della Moto Guzzi:

 

I PRIMI PASSI

Il 15 marzo del 1921, Emanuele Vittorio Parodi, noto armatore genovese, il figlio Giorgio e l'amico progettista Carlo Guzzi, appassionato di moto e suo ex commilitone nell'Aeronautica Militare, fondano a Mandello del Lario la "Società Anonima Moto Guzzi".

Nello statuto si attesta che la società ha come oggetto la fabbricazione e la vendita di motociclette e ogni altra attività attinente o collegata all'industria metalmeccanica.

Nello stesso anno viene realizzato il primo prototipo: una monocilindrica da 500 cc, con distribuzione in testa a quattro valvole, una potenza di 12 CV e una velocità massima di 100 Km/h

 

In seguito alla progettazione della monocilindrica, denominata G.P. (Guzzi- Parodi), l'azienda di piccole dimensioni e con solo 17 dipendenti, inizia la produzione in serie. Nasce la Normale, modello non più siglato G.P. - che poteva essere confuso con le iniziali di Giorgio Parodi - ma Moto Guzzi e con un logo a forma di aquila dalle ali spiegate in omaggio all'amico Giovanni Ravelli, conosciuto in aviazione. La Normale con 8 CV di potenza e una velocità massima di 80 km/h, fu la prima al mondo a montare un cavalletto centrale.

I SUCCESSI SUI CAMPI DI GARA

E' anche l'anno dell'esordio sui campi di gara, grande occasione per far conoscere le prestazioni delle moto. La prima vittoria è datata 25 settembre 1921: la Moto Guzzi conquista il primo alloro vincendo la Targa Florio con Gino Finzi, inaugurando una serie di successi che dureranno fino al 1957.

Nel 1924, in occasione della prima edizione dei Campionati Europei, Guido Mentasti, alla guida di una Guzzi 4V 500, conquista il titolo di Campione Europeo.

Il marchio è conosciuto e ammirato ovunque e l'aumento delle vendite portano all'ampliamento degli impianti produttivi e all'assunzione di nuovi dipendenti (da 17 a più di 300). Nel 1925 le moto prodotte sono più di 1200.

Il 1928 è l'anno della Guzzi GT, meglio conosciuta come Norge (dal raid al Circolo polare effettuato da Giuseppe, fratello di Carlo Guzzi), prima gran turismo della storia della motocicletta, dotata di telaio elastico grazie alla sospensione posteriore.

Nel 1937 la Guzzi 250 e la 500 bicilindrica si aggiudicano il Tourist Trophy, surclassando le moto inglesi.

Il colore dei veicoli da competizione, il cosiddetto "rosso Guzzi", entra nel cuore degli appassionati diventando un tratto distintivo anche nella produzione in serie e il marchio Moto Guzzi entra nel mito. Il modello Guzzi Sport 15 viene prodotto in 5.976 esemplari.

 

Nel 1939 viene presentato l'Airone 250, la moto di media cilindrata più diffusa in Italia, con un cambio a quattro marce comandato dal pedale; ne vengono prodotte 29.926 esemplari. Si sperimenta la sovralimentazione, con la "250 compressore" che viene premiata con la"Freccia Azzurra", riconoscimento riservato alle moto in grado di detenere contemporaneamente il record dell'ora e del chilometro.

TRA LE DUE GUERRE

Durante la seconda guerra mondiale vengono progettati il "Trialce", un originale motocarro smontabile, studiato per poter essere paracadutato, e il sidecar "Alce", fornito di una barra di torsione per evitare coricamenti laterali e sbandamenti in curva.

 

All'indomani della guerra mondiale nasce il Guzzino 65 cc, la motoleggera più venduta in Italia e in Europa, successivamente battezzata Cardellino, e prodotta in più di 215.000 esemplari. Il Guzzino è la risposta a un mutamento nei gusti e nelle tendenze del pubblico: la moto non è più un veicolo per pochi eletti, riservato a un èlite di piloti, ma un mezzo da usare tutti i giorni.

LA GALLERIA DEL VENTO

 

Nel 1950 nascono due grandi miti: il Galletto 160, il primo scooter con le ruote alte, e il Falcone 500. Nello stesso anno lo stabilimento inaugura la galleria del vento che permise alla casa produttrice di montare la carenatura integrale moderna sulle moto.

IL RITIRO DALLE CORSE

Nel 1957 la Moto Guzzi si ritira dalle competizioni dopo aver vinto 3329 gare, conquistato 11 Tourist Trophy e 11 titoli mondiali.

In seguito alle morti di Giorgio Parodi (1955) e di Carlo Guzzi (1965), l'azienda viene rilevata dalla SEIMM (Società Esercizio Industrie Moto Meccaniche). Si continua la produzione dei ciclomotori con il Dingo e il Trotter.

Parallelamente, l'ingegner Carcano progetta un bicilindrico a V di 90°, un propulsore destinato a diventare il simbolo stesso della Moto Guzzi.

 

Nel 1967 nasce la Guzzi V7 con cilindrata di 703 cc, seguita dalla V7 Special e da un altro mito, la Guzzi V7 Sport.

DALL'EPOCA DE TOMASO ALL'EPOCA APRILIA

Il 1973 vede il passaggio dell'azienda al gruppo De Tomaso Industries Inc. Durante la gestione De Tomaso, la progettazione si sposta progressivamente verso l'estetica, in parziale contrasto con la classica compostezza della Moto Guzzi.

Negli anni '80 la produzione si ramifica nei due filoni principali delle moto da Gran Turismo e di quelle ad alte prestazioni. La Gran Turismo per eccellenza è la California, equipaggiata con l'iniezione elettronica e l'impianto frenante integrale a tre dischi con correttore di frenata.

La produzione degli anni Novanta si orienta con l'uscita di monocilindriche quali Daytona, Centauro e 1100 Sport, mentre si conclude l'era De Tomaso e l'azienda passa sotto il controllo del gruppo TRG.

 

Nel 2000 la Moto Guzzi viene acquisita da Aprilia e, sotto la carismatica guida dell'ingegner Ivano Beggio, si torna a conciliare tecnologia e impegno. In occasione degli ottant'anni dalla nascita della casa, viene prodotta, in serie limitata, la V11 Sport Rosso Mandello.

Considerazione mia personale: (12/09/2009) attualmente la situazione è disastrosa........